lunedì 31 agosto 2009

Il Convegno sui beni culturali ad Altavilla Silentina: le proposte di recupero

In occasione del convegno-dibattito dello scorso 20 agosto, dal titolo "I beni culturali di Altavilla Silentina: proposte di recupero del patrimonio storico-architettonico di un borgo medievale dell'entroterra cilentano", finalizzato all'individuazione di un percorso d'azione per il recupero del patrimonio storico-architettonico dell'entroterra cilentano, l’Auriga Cilento ha messo a confronto esperti e studiosi locali che hanno portato notevole contributo e proposte concrete: l'architetto Marco Ambrogi, storico locale ed esperto in recupero dell'edilizia religiosa di carattere storico, Arcangelo Bellissimo, laureando in ingegneria edile e architettura nonché autore della pubblicazione "Convento dei padri vocazionisti e Chiesa di San Francesco", il dott. Generoso Conforti, storico ed editore locale, il prof. Giuseppe Melchionda, storico locale esperto di brigantaggio, la dott.ssa Nadia Parlante, storico dell’arte.
L'incontro, moderato dalla dott.ssa Diomira Cennamo, giornalista pubblicista ed esperta in comunicazione, è stato introdotto dalla dott.ssa Elda Lettieri, esperta in progettazione europea, dal dott. Bruno Di Venuta, informatico, autore del libro "La Merica altavillese" e presidente de "L'Auriga Cilento", e da Tiziana Rubano, dottoressa in storia dell'arte.

Queste le proposte:
1.      presentazione di canali di finanziamento nazionali ed europei a cui è possibile attingere per trovare le adeguate risorse da destinare al recupero dei beni;
2.      necessità di individuare restauratori competenti in grado di effettuare il recupero con attenzione e rispetto del pre-esistente, evitando non affidarsi a maestranze prive di un’opportuna conoscenza del valore del bene trattato;
3.      reale possibilità di inserire Altavilla Silentina in un circuito internazionale enogastronomico, religioso, archeologico, artistico e naturalistico sfruttando la posizione strategica e la vicinanza a siti come Paestum, Elea-Velia, Grotte di Pertosa e Castelcivita, Padula;
4.      creazione di un asse Altavilla-Paestum con la nascita di laboratori specializzati in ceramica pestana;
5.      utilizzo della rara risorsa naturale del Parco naturale “La Foresta”, avvolto dal centro storico del comune di Altavilla e dotato di un suggestivo anfiteatro naturale, per l’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali di alto profilo che troverebbero qui una location ideale.

Grande attenzione è stata riservata al centro storico altavillese, risalente all'XI secolo e dotato di portali d'epoca e di uno scorcio panoramico invidiabile che, se ben valorizzato, potrebbe divenire un luogo turistico di grande attrazione e creare posti di lavoro, soprattutto per le fasce più svantaggiate – giovani e donne -  che potrebbero divenire imprenditori di loro stessi senza dover percorrere l’iter che ha vissuto chi è stato o sarà costretto a emigrare per sopravvivere.

Affinché questo avvenga è indispensabile che il centro storico venga salvato dall’inevitabile deterioramento a cui è condannato attraverso un immediato piano di intervento che sappia guardare oltre al semplice agglomerato di case e valorizzarne l’aspetto di rappresentazione simbolica della vita della città puntando al recupero degli edifici come risorsa culturale in grado di creare occupazione rispettando l’area su cui si va a intervenire e agevolando il ritorno di un’offerta commerciale che permetterebbe alla zona di ripopolarsi.

I rappresentanti dell’Auriga Cilento hanno ripercorso ogni tratto del centro storico e visitato accuratamente le chiese chiuse dal terremoto del 1980 effettuando una comparazione con foto e documenti storici e rilevando così mancanze nell’arredo interno e restauri che, a parere degli esperti interpellati, sembrano non onorare il pregio delle opere, le quali in qualche caso sono state addirittura stravolte del loro aspetto originario.

A tal proposito l’Associazione chiederà ufficialmente alle autorità competenti che si facciano carico di verifiche dirette e se necessario prendano opportuni provvedimenti.

L'Associazione, a conclusione di quanto sopra descritto, si impegna a mettere a disposizione le proprie competenze - sia in termini di recupero del patrimonio sia in termini di progettazione - auspicando una proficua collaborazione con gli enti preposti allo sviluppo locale affinché da tale simbiosi possano nascere idee e strategie in grado di far sfociare le potenzialità storico-culturali già presenti sul territorio in una reale crescita economica e sociale.

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